Raffaello Sanzio, Poeta.
"Se amore si rifiutasse di servirti attraverso me..."
Dopo "il" Raffaello, ultimo della triade rinascimentale composta dal giovane urbinate e da Leonardo da vinci e Michelangelo, le arti non sarebbero più state le stesse: nessuno poteva eguagliare i tre grandi geni, se non dipingere o fare arte alla loro maniera - onde il Manierismo, forse oggi inteso e studiato come periodo di incertezza e scarsa originalità (ma poi basti controllarne i nomi dei pittori e scultori grandissimi per capirne il periodo di evoluzione delle arti, come il Pontormo o il Tiziano, ma questa è un'altra storia).
E le arti letterarie?
Il titanico Michelangelo ci lasciò le sue profondissime lettere e le rime: anima inquieta, spirito religioso critico e sensibile, le sue poesie, sofferte e passionali, sono fra le più importanti del '500: il Michelangelo poeta è ormai riconosciuto e nel tempo rivalutato, e i suoi testi vengono puntualmente pubblicati e presentati in antologie dagli editori maggiori. Da segnalare assolutamente le Rime e le lettere edite da Utet e presentate con uno stupendo apparato critico che meglio permette di intravedere il poeta-scultore-architetto in tutta la sua grandezza e tormentata sensibilità.
Ma come giustamente ricollocato da questo libro prezioso, e sperando di evitare inopportuni paragoni con il Buonarroti, Raffaello Sanzio è altresì poeta di importante levatura. Come ben detto dalla presentazione di questo libro, Venni al tramonto, edito dai tipi de Il Metauro e a cura di Alfredo Bussi, dietro l'apparente e disarmante semplicità dei sonetti si può cogliere una ricca e complessa ricerca filosofica di elevazione spirituale e artistica che ha condotto Raffaello a quei vertici della pittura di ineffabile Raffinatezza, Bellezza che non avrebbe avuto eguali: il vertice del Rinascimento.
La sua Poesia è un percorso fondamentale per arrivare a uno stadio spirituale e artistico che, come asserito ai tempi da Marsilio Ficino - filosofo influente fino alla corte di Urbino, città natale del pittore - constava di quattro tappe per completare la scalata filosofica e giungere allo stadio amoroso, la bellezza dell'anima che si evince da portamento, modi, sensibilità che Raffaello portò seco a Roma, protetto dal Bramante e grande, inavvicinabile e nascente stella che nemmeno Michelangelo osava sfiorare (ma covando più una fertile rivalità che ammirazione).
Sia qui risaputo: il fuoco nascosto
io porto nel petto; ebbi tal dono
che infine ogni dubbio è inteso.
Presumibilmente le poesie raccolte in questo splendido libro - arricchito da riproduzioni di alcuni fra i ritratti più famosi e belli realizzati dal pittore e una serie di foto fedeli dei manoscritti di Sanzio - sono poesie giovanili, all'inizio di una ricerca interiore volta all'archetipo del femminile. Il mondo è donna e in esso si conserva la bellezza.
La lettura è appagata dagli splendidi ritratti e da una introduzione appassionata di Alfredo Bussi (sempre suo il merito di aver raccolto e tradotto in italiano contemporaneo le poesie del libro) che meglio ci immerge nella poesia dell'urbinate, per cogliervi il cuore di un'artista che si eternò con i sommi capolavori dell'arte di ogni tempo e luogo.
Un libro sorprendente, e indubbia fonte di ispirazione.
a cura di Alfredo Bussi
Edizioni Il Metauro
(in lingua moderna con testo originale a fronte)
Pag. 80, € 12






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