Eros, peccato, poesia: la silloge di Nadia Lisanti

 

Nadia Lisanti è riuscita in un'impresa quasi impossibile: poetare sull'amore e sull'eros che lo procede. Strano a dirsi, l'amore è amore, monotematico, sottovalutato e banalizzato. L'Italia è colma di poeti che leggono poca poesia, un paese inzuccherato fino alla nausea da amori sublimi (e inverosimili) che sedicenti poesie confessano. Ma la poesia non perdona, la poesia è verità e si nega a tanta passione, si nasconde e rivela la stucchevolezza e ripetitività di un tema abusato e di parole trite e ritrite. D'altronde, come ammetteva Umberto Saba, la rima cuore/amore è la più difficile del mondo.


Ho chiesto in giro: - Che fine ha fatto l'eros? -

[…]

- Oggi l'eros è in due persone che fanno l'amore! Sì perché è diventato così trasgressivo incontrarsi davvero! -

L'eros si manifesta nel momento più crudo, intenso e reale dell'amore: due corpi si avvicinano, si avvinghiano, e oltre il desiderio rivelano la propria persona e, per parte di un autentico poeta (coem in questo caso), uno stato esistenziale nel momento inebriato dal sesso e da imprimere nella parola scritta.


Nadia Lisanti ha composto una silloge in cui si racconta l'erotismo della complicità, vissuta con forza (e foga, talvolta) e che emerge esplosiva e giocosa. Il risultato è una raccolta verace, pagine di poesie che si leggono con piacere e trasporto. La variante dell'eros (due persone che fanno l'amore, due persone che si incontrano davvero, un contrappunto musicale autentico, nota contro nota) gioca intorno e dentro l'amplesso amoroso, in una fantasia di versi, ritmo e rime: l'avventura erotica e poetica è contraddistinta dalla ricerca dell'altro, dalla corrispondenza fra il desiderio e la fantasia propria e altrui e dalla voglia di vitalità, una vitalità da leone che raggiunge il suo godimento solo nel completamento di chi ti è vicino, ti riconosce e ti vuole, sfacciatamente e teneramente e, soprattutto, senza vergogna.


L'eros come libertà, rottura con l'ordinario e complicato mondo composto da donne e uomini durane questo periodo impaurito dalla cosiddetta guerra fra i sessi.

Le poesie di Lisanti, tratteggiano la misura e l'urgenza della gioia, riaffermazione di sé della speranza che il corpo recepisce e testimonia vivendo.

Il corpo non mente; e nemmeno la poesia.

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