PASIFAE di Svevo Susa: il mito come ferita contemporanea
"Conduco senza occhi/la nave verso casa.."(SVEVO SUSA)
Dopo l’esordio intenso e disturbante de L’anatomia della carcassa, Svevo Susa torna con Pasifae, una raccolta poetica che conferma e approfondisce una voce già riconoscibile nel panorama della poesia contemporanea. Pubblicato da Scrivere Poesia Edizioni nel 2025, il volume si inserisce in un percorso coerente, ma anche più radicale, in cui la ricerca poetica diventa esplorazione del limite umano e simbolico.
Il titolo stesso richiama la figura mitologica di Pasifae, regina di Creta, simbolo di un desiderio impossibile e perturbante. In questa raccolta, il mito non è semplice citazione culturale, ma diventa materia viva, capace di attraversare la contemporaneità e di interrogare le contraddizioni dell’essere umano. La poesia di Svevo Susa si muove infatti tra tensioni opposte: umano e bestiale, devozione e ossessione, desiderio e distruzione.
In Pasifae, la lingua si fa intensa e incisiva, costruita su immagini forti e spesso crude, ma al tempo stesso eleganti e controllate. Il risultato è una poesia che non cerca la consolazione, ma piuttosto l’attrito, il confronto con ciò che resta irrisolto. Il mito diventa così uno strumento per parlare del presente, della fragilità dell’identità e delle tensioni interiori che abitano l’essere umano.
Questo secondo libro segna anche una naturale evoluzione rispetto al precedente lavoro dell’autore: se L’anatomia della carcassa si concentrava su una poetica della disgregazione e della materia, Pasifae amplia lo sguardo, introducendo una dimensione simbolica più ampia e una riflessione sul desiderio, sul corpo e sull’alterità.
La raccolta, composta da circa 150 pagine, si presenta come un percorso poetico articolato e strutturato, in cui la figura mitologica diventa filo conduttore di una riflessione più ampia sull’identità e sul rapporto tra istinto e coscienza.
Non a caso, Pasifae ha già attirato attenzione anche nel panorama poetico nazionale, venendo segnalato tra i titoli proposti per il Premio Strega Poesia 2026, a conferma dell’interesse critico verso la voce di Svevo Susa.
Con Pasifae, Svevo Susa costruisce dunque una poesia che non teme l’oscurità, ma la attraversa. Una poesia che interroga, inquieta e costringe il lettore a confrontarsi con ciò che normalmente resta nascosto.
In questo senso, Pasifae non è soltanto una raccolta poetica, ma un’esperienza di lettura che invita a entrare in un labirinto simbolico e umano, dove il mito diventa specchio del presente e la parola poetica si trasforma in strumento di conoscenza.
Puoi trovarlo QUI.



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